Nei campi azzurri

Scritto il 2 ottobre 2012

Nei campi azzurri, di Claire KeeganMi chiedo da anni se sia più difficile scrivere un buon romanzo o un altrettanto buon racconto. Me lo chiedo anche ora, dopo avere letto Nei campi azzurri, di Claire Keegan, (titolo originale: Walk the Blue Fields: Stories, by Claire Keegan) perché non posso non riflettere su quella che è o dovrebbe essere la caratteristica principale di un buon lavoro di narrativa: emozionare, coinvolgere, appassionare il lettore.

Un romanzo per quanto breve possa essere, dà allo scrittore la possibilità di catturare il lettore un po’ alla volta, a mano a mano che la trama evolve e si dipana, dando a chi legge il tempo di far sua la storia, di avvicinarsi ai personaggi elaborando un po’ alla volta emozioni e sentimenti. Un racconto, per essere davvero riuscito e convincente, deve far lo stesso in un numero di pagine considerevolmente inferiore.

E questo, a parer mio, richiede una maggior maestria da parte di chi scrive. Detto questo, credo che Nei campi azzurri sia una bellissima raccolta di racconti che hanno per protagonisti gente comune alle prese con situazioni dolorose, drammatiche e cruciali delle loro esistenze, momenti in cui si trovano a dover fare delle scelte importanti, in cui devono dare una svolta definitiva alla loro vita e decidere di andare avanti comunque, affrontandone le pesanti conseguenze che queste scelte spesso comportano.

Claire KeeganCome il prete del racconto che dà il titolo alla raccolta, che si trova a faccia a faccia con un amore perduto e impossibile, e con la lacerante scelta che il suo essere uomo di Dio gli impone. O come la protagonista de Il regalo d’addio, che trova la forza di lasciarsi alle spalle un passato doloroso, un padre violento e una famiglia incapace di proteggerla per andare verso un futuro ignoto ma pur sempre carico di speranza. Un’altra donna, anch’essa forte, disperata e risoluta, è protagonista de La sera degli alberi di vita, il mio racconto preferito.

Margaret porta su di sé il peso di un dolore che le ha tolto la speranza e l’ha sepolta sotto un cumulo di ricordi che l’ha allontanata dalla gente. Chiusa in una casa in cima a una collina, guarda il mare oltre le scogliere di Moher e pensa al passato, all’uomo cui apparteneva la casa che occupa, a quello che quest’uomo le ha dato e le ha tolto. L’incontro con Stack, suo vicino di casa, le dà una rinnovata fiducia e speranza nella vita ma le cose non vanno esattamente come ci si potrebbe aspettare.

Un altro dei miei racconti preferiti è La figlia del guardaboschi, in cui di nuovo assistiamo alle vicende di una donna infelice e insoddisfatta, della sua famiglia che subisce e sopporta a fatica la presenza imponente e severa di un uomo che non riesce a capire la propria moglie e ancor meno i propri figli, la propria figlia, cui il padre non ha mai rivolto una parola dolce e che è così diversa, così intelligente, vivace e strana da non sembrare nemmeno figlia sua.
Le storie sono per lo più ambientate nella campagna irlandese, tra scogliere, brughiere, boschi e fattorie e leggendo questo libro ho visto sfilare davanti ai miei occhi i paesaggi intatti e un po’ fiabeschi che caratterizzano l’isola di smeraldo.

Ad enfatizzare una certa atmosfera sognante e rarefatta contribuisce il fatto che la Keegan arricchisce i suoi racconti di elementi tipici del folclore del suo Paese, che si rifanno alla mitologia tradizionale e alla superstizione popolare che attribuiscono caratteristiche magiche e protettive ai più svariati elementi della natura.
Un’ultima nota per chiudere: ho acquistato questo libro in una piccola libreria di montagna, in cui il libraio (un vero libraio…) mi ha parlato con trasporto e sincera passione di questo libro, assicurandomi che l’avrei trovato bellissimo. E devo dire che aveva ragione.

Incipit

Quando il sole arriva ai piedi della specchiera, ti alzi e ricontrolli la valigia. A New York fa caldo, ma magari poi in inverno viene il freddo. I galli è tutta la mattina che cantano. Non è una cosa che ti mancherà. Devi vestirti e lavarti, e lucidarti le scarpe. Fuori c’è rugiada, stesa su campi bianchi e vuoti come pagine. Fra poco il sole la brucerà tutta. É una bella giornata per il fieno.

Dove trovare il libro online?

Nei campi azzurri, di Claire Keegan

Walk the Blue Fields: Stories, by Claire Keegan (in inglese)

 

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