Solar

Scritto il 23 giugno 2011

Michael Beard è basso, grasso, calvo, decisamente poco attraente, cinico, antipatico, arrivista, calcolatore e, cosa non da poco, estremamente intelligente, anzi praticamente un genio, che dopo essersi guadagnato un Nobel per la Fisica in gioventù, a cinquant’anni si ritrova a dirigere il Centro nazionale per le energie rinnovabili, sito in quel di Reading, più per soldi che per reale passione per la scienza.

La passione, infatti, così come la genialità e l’amore autentico per la conoscenza sono andati persi da anni ormai, sepolti dalla fama, dai numerosi incarichi lautamente retribuiti, dalle conferenze in giro per il mondo, dalle interviste, dalle cattedre ad honorem, dalle onorificenze, dal denaro… dalle donne. Sì perché, difficile a credersi, nonostante non sia propriamente un adone, Beard può vantare una lunga serie di avventure e ben cinque matrimoni con donne immancabilmente giovani e belle, attratte dal fascino dello scienziato, in primis, e poi, immaginiamo, anche e soprattutto dai suoi soldi, dalla fama, dalla vita lussuosa che conduce.

Ora, venticinque anni dopo la sua fondamentale scoperta denominata Conflazione di Beard-Einstein, si ritrova a dover dirigere questo centro di ricerca che pullula di giovani menti operose che sotto la sua, presunta, direzione devono escogitare sistemi innovativi di produzione di energia pulita, ecologica, rinnovabile e a basso costo. Tra tutti spicca per entusiasmo e ingegno il giovane Tom Aldous, che, al contrario di Beard crede davvero nella possibilità di salvare il mondo dalla distruzione e dalla rovina più totale grazie alla scienza. Aldous e il suo progetto per creare energia pulita e rinnovabile entrano improvvisamente ed inaspettatamente nella vita del nostro Beard, che nel frattempo è alle prese con l’ennesima crisi matrimoniale. Ma, stavolta, incredibilmente, il fedifrago rovinafamiglie non è lui, bensì la sua splendida e bionda moglie Patrice, una specie di sosia della Monroe che se la fa col suo grosso e nerboruto muratore di fiducia di nome Tarpin.

Lo sconcerto e la disperazione causati dalla distruzione del suo quinto matrimonio, fanno cadere il povero Beard in una sorta di depressione dalla quale cerca di sfuggire attraverso un uso smodato di alcool e cibo spazzatura e che lo costringe ad inscenare disperati, goffi ed esilaranti tentativi di conquistare di nuovo l’attenzione e l’amore della bella moglie. Preso com’è dai suoi problemi personali, Beard non si fa scrupolo di trascurare il suo lavoro, il Centro di ricerca ed i suoi collaboratori e questo, insieme ad una serie di tragicomiche avventure e disavventure, lo condurrà verso un destino inatteso.

Solar” è senza dubbio uno dei romanzi meglio riusciti di Ian McEwan, uno di quelli in cui magistralmente riesce a miscelare la giusta dose di ironia, cinismo, tragedia e farsa per dare vita ad un’opera spassosa e al tempo stesso intensa, in cui si alternano sapientemente pagine capaci di farci ridere a crepapelle, con altre in cui invece la riflessione si fa profonda. Beard, improbabile seduttore, fedifrago patentato, è senza dubbio uno di quei personaggi letterari che suscitano sdegno ed antipatia, ma che riescono allo stesso tempo a farsi amare dal lettore, che nonostante tutto non può non provare un senso di pietà e compassione, quasi simpatia oserei dire, nel vederlo fronteggiare con goffaggine e cinismo le situazioni più assurde che ci si possa immaginare.

Come quando nel corso di una missione cultural-scientifica nelle lande ghiacciate e desolate del Polo Nord, lo vediamo alle prese con un tentativo disperato ed esilarante di minzione a svariati gradi sotto lo zero o con un incontro ravvicinato con un affamatissimo orso polare. E questa non è che una minima parte delle esilaranti sventure che lo vedono protagonista, spesso suo malgrado: cominciando da un provvidenziale incidente domestico fino ad una denuncia penale, passando attraverso un paio di processi, una relazione complicata ed un’altra decisamente improbabile e molto molto altro che non vi riveliamo.

Ma il tema principale del romanzo non ha nulla di buffo, anzi. McEwan, come aveva già fatto in “L’amore fatale” e “Sabato” dimostra il suo interesse per la scienza e la sua capacità di essere estremamente attuale. Il riscaldamento globale e la conseguente corsa alla ricerca di fonti di energia alternative e pulite sono argomenti che ormai fanno parte della nostra quotidianità e, nonostante la tragicità del problema, lo scrittore riesce a farci ridere e molto anche, senza mai scadere nella banalità, nell’ovvietà.

Attraverso gli occhi di uno scienziato cinico e avido, McEwan ci mostra che in realtà, fatto salvo per una minoranza di ecologisti incalliti davvero decisi a salvare il mondo dalla distruzione, per il resto dell’umanità il riscaldamento globale non è altro che uno dei tanti argomenti di cui saltuariamente si sente parlare un po’ qui e un po’ là, senza neppure troppa convinzione, come se il problema non fosse realmente di ognuno di noi, singolo abitante del pianeta Terra, come se la salvezza del pianeta non dipendesse anche e soprattutto da noi, dai nostri piccoli e apparentemente insignificanti gesti quotidiani. E paradossalmente, quello che emerge dal romanzo è che in fondo anche questa storia del riscaldamento globale, in fondo in fondo, altro non è che un altro dei tanti settori su cui un’esigua parte della popolazione mondiale può investire per guadagnare; un altro business insomma, da sfruttare il prima possibile, prima che arrivi qualcun altro a prendersi la parte migliore, a dimostrazione del fatto che, se per caso non ve ne foste accorti, anche dalle sciagure si possono ricavare soldi.

Insomma, davvero un bel romanzo, brillante, piacevole, ben scritto, forse il migliore dell’ultimo McEwan.

(PS: mi sono così immersa nello scrivere questo post che ho fatto quasi bruciare la torta nel forno!)

Incipit

Apparteneva a quella categoria di uomini – vagamente indisponenti, quasi sempre calvi, bassi, grassi, intelligenti – che, per ragioni misteriose, attraggono certe belle donne. O così credeva, e pensarlo pareva bastare. Aiutava inoltre il fatto che alcune lo considerassero un genio in attesa di essere salvato. Ma negli ultimi tempi Michael Beard era un soggetto in condizioni mentali limitate, anedonico, monotematico, sofferente. Il suo quinto matrimonio si andava disgregando e lui avrebbe dovuto sapere come comportarsi, assumere una prospettiva lungimirante, riconoscere la propria colpa. I matrimoni, i suoi perlomeno, non si susseguivano forse l’uno all’altro al pari di fenomeni ondosi, o di maree? L’ultimo tuttavia era diverso. Non sapeva come comportarsi, la lungimiranza lo amareggiava e per una volta non aveva colpe da attribuirsi, a suo modo di vedere. Qui era sua moglie ad avere una relazione e anche in forma scoperta, punitiva e chiaramente senza il benché minimo rimorso. Lui intanto, travolto da una ridda di emozioni, si scopriva dentro momenti di intenso desiderio e di vergogna.

Dove trovare il libro online?

Solar

Solar (in lingua inglese)


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