Il mondo secondo Irving

John Irving, celebrato autore de “Il mondo secondo Garp“, “Le regole della Casa del Sidro”, “Ultima notte a Twisted River” e “Preghiera per un amico”, raccontato nella sua vita quotidiana.

Famiglia, viaggi e idee di un autore di culto.

Irving è uno degli scrittori americani più amati, che ha conosciuto fama mondiale grazie al suo best seller “The World According to Garp – Il mondo secondo Garp” della fine degli Anni ’70.

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La Risposta

La risposta, Cosmolinea B2, UraniaUn racconto che mi affascina sempre più ogni volta che lo rileggo è La risposta di Fredric Brown.

Non si tratta assolutamente  né di un librò né di un romanzo, ma semplicemente di un racconto breve (brevissimo), che riporto qui sotto. La prima volta che l’ho “incontrato” ero alle scuole medie, e questo racconto era dentro ad una grossa antologia scolastica.

La sua genialità, a parte la brevità fulminea e paradossale, sta soprattutto nella critica verso la necessità umana di spingersi sempre più in là.
Il suo autore era un maestro dei racconti brevi e dal finale sorprendente, di quelli che non si svelano completamente fino all’ultima riga, dove la storia viene ribaltata, ed il suo significato svelato.

I racconti di Fredric Brown si possono paragonare ad un tranquillo viaggio in macchina con la famiglia, che inizia con mamma, papà e figli che partono per una gita domenicale, e che finisce quando un’auto della corsia opposta sbanda improvvisamente per una distruttiva collisione frontale.

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Vimini

Vimini, di Donato CutoloDi questo libro due cose hanno destato la mia curiosità, tenendolo fra le mani per la prima volta: il titolo e il Cd allegato.

Il perché del titolo, Vimini, l’ho capito a pagina 11, quando l’autore, Donato Cutolo, presenta la protagonista di questo romanzo breve (80 pagine), Vimini Mart, appunto, in arrivo dalla Francia in Italia dopo tre anni di assenza. Da questo momento in poi, la storia della giovane protagonista, una diciottenne di madre italiana e padre francese, ci viene svelata a poco a poco, muovendosi tra i tanti ricordi del passato e un presente doloroso e difficile.

Vimini vive in Francia con il padre, ricco e premuroso. La madre, Lara, donna complicata, fragile e incapace di aver cura di chiunque, compresa sé stessa, vive a San Timo, il paesino dove i genitori di Vimini si incontrarono molti anni fa, dove si innamorarono e si sposarono e dove vissero più o meno felicemente per gran parte dell’infanzia di Vimini. Qui la ragazzina viene cresciuta dalla nonna materna Cecilia, l’unica davvero capace di curarla ed amarla di un amore incondizionato e puro, quell’amore che i suoi genitori non riescono a darle fino in fondo.

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La rivolta di Atlante

la-rivolta-di-atlanteUno dei libri di finanza ed economia più influenti mai scritti è un romanzo distopico di 1.200 pagine pubblicato nel 1957 che sta ancora raccogliendo nuovi lettori: il libro è La rivolta di Atlante (in originale Atlas Shrugged, ovvero ‘Atlante ha scrollato le spalle’), di Ayn Rand, glorificazione del diritto individuale a vivere in modo completamente egoistico.

Per anni il messaggio della Rand è stato attaccato dagli intellettuali che la sua cerchia etichettava come “buonisti”, i quali sostenevano che anche l’altruismo è un buon argomento, e gli individui dovrebbero lavorare anche al servizio degli altri.
Il suo libro venne liquidato come un omaggio all’avarizia e all’avidità; Gore Vidal descrisse il suo messaggio come “quasi perfetto nella sua immoralità”.

Ma il libro attrasse comunque una schiera di appassionati, alcuni dei quali tra i più grossi dirigenti aziendali, che non avevano il coraggio di parlare del suo impatto tranne che in privato. Dopo aver letto il libro, spesso da studenti, dissero poi che diede forma e sostanza ai loro pensieri primitivi, mostrandogli che non c’era conflitto tra l’ambizione personale e l’utilità pubblica.

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Vernon God Little

Vernon Gregory Little ha quindici anni, vive a Martirio, Texas, tra pozzi di petrolio abbandonati che la gente decora nella vana speranza di riuscire a migliorare il paesaggio desolato che li circonda. Ha una madre dalla lacrima facile e dai nervi fragili che passa i suoi giorni sospirando in attesa di un nuovo frigorifero e di un uomo che la sostenga e la ami, un uomo che sostituisca quello che ha abbandonato lei e Vernon tempo prima, senza dare più notizie, come fosse svanito nel nulla, forse morto, chissà quando e chissà dove.

Vernon è un tipo solitario, uno di quelli che fanno il possibile per non farsi notare, che guarda il mondo con uno sguardo cinico e disincantato, che non ha amici (o quasi) e neanche li cerca. Ha una vita incasinata ma regolare e, a modo suo, pure rassicurante, nonostante un padre assente e una madre totalmente incapace di svolgere il ruolo che la natura le ha assegnato. Nulla sembra turbare la sua esistenza fino ad un caldo martedì di giugno, quando il suo unico amico Jesus Navarro pensa bene di presentarsi a scuola e uccidere chiunque gli capiti a tiro. Col suo fucile ammazza sedici dei suoi compagni.

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Nei campi azzurri

Nei campi azzurri, di Claire KeeganMi chiedo da anni se sia più difficile scrivere un buon romanzo o un altrettanto buon racconto. Me lo chiedo anche ora, dopo avere letto Nei campi azzurri, di Claire Keegan, (titolo originale: Walk the Blue Fields: Stories, by Claire Keegan) perché non posso non riflettere su quella che è o dovrebbe essere la caratteristica principale di un buon lavoro di narrativa: emozionare, coinvolgere, appassionare il lettore.

Un romanzo per quanto breve possa essere, dà allo scrittore la possibilità di catturare il lettore un po’ alla volta, a mano a mano che la trama evolve e si dipana, dando a chi legge il tempo di far sua la storia, di avvicinarsi ai personaggi elaborando un po’ alla volta emozioni e sentimenti. Un racconto, per essere davvero riuscito e convincente, deve far lo stesso in un numero di pagine considerevolmente inferiore.

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Il sale della vita

Il sale della vita, di Françoise HéritierIl sale della vita non è l’amore e nemmeno la filosofia o il sesso. Non è avere soldi o potere o successo. Il sale della vita è la leggerezza, la grazia del “puro e semplice fatto di esistere, al di là di tutti gli impegni professionali, dei sentimenti intensi, delle lotte politiche e umane”.

Lo sostiene, in un piccolo, delizioso – e da non sottovalutare – libro, Françoise Héritier che è una grande intellettuale francese, la donna che ha preso il posto che fu del maestro Claude Levi-Strauss al Collége de France.

Questo piccolo libro ha spopolato nelle classifiche dei best-seller francesi e, probabilmente, succederà lo stesso anche in Italia – forse perché c’è bisogno di rivalutare un po’ la propria esistenza, sottrarla alle regole dei valori, esclusivamente economici, vigenti.

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La trama del matrimonio

Da lettore riconosco molti meriti a Jeffrey Eugenides e il fatto che sia uno scrittore decisamente poco prolifico è uno di questi. Mi spiego meglio: in un panorama editoriale che vede i soliti quotatissimi e vendutissimi scrittori pubblicare almeno un titolo all’anno, Eugenides spicca proprio per il fatto opposto. Finora ha pubblicato solo tre romanzi: il primo intitolato Le Vergini Suicide (dal quale fu tratto anche uno bel film diretto da Sofia Coppola) è del 1993; il secondo, Middlesex, è del 2002. Finalmente lo scorso ottobre è uscito il suo terzo lavoro intitolato La trama del matrimonio (The marriage plot).

Non riesco a non apprezzare questa sua parsimonia nello scrivere e nel pubblicare, perché sebbene questo costringa i suoi lettori più appassionati ad attendere ansiosamente per anni le sue opere, è indubbio che poi questi vengano pienamente ricompensati dalla qualità dei suoi romanzi, che spiccano per l’originalità delle loro trame, per la particolarità dei personaggi, per la potenza descrittiva ed emotiva delle sue storie.

Le Vergini Suicide è la storia di cinque sorelle che, una dopo l’altra, nel breve volgere di un anno, scelgono di darsi la morte; in Middlesex il protagonista è un ermafrodita alle prese con la difficoltà di accettare e soprattutto far accettare al mondo la sua ambigua e complicata identità sessuale. L’ultimo romanzo, La trama del matrimonio, è invece una storia d’amore. Direi di più, è una semplice storia d’amore. Continua a leggere La trama del matrimonio

Stanza, letto, armadio, specchio

Stanza, letto, armadio, specchio - di Emma DonoghueIl nuovo splendido romanzo di Emma Donoghue, Stanza, letto, armadio, specchio (titolo originale Room), è costruito sulla base di due forti costrizioni: il punto di vista limitato del narratore, un bambino di 5 anni di nome Jack, e i confini del mondo fisico di Jack, una stanza di 11 metri quadri dove vive con la madre.

Entriamo nel libro saldamente aggrappati a queste due restrizioni. Sappiamo solo quello che sa Jack e il dramma arriva immediato così come immediato è il nostro senso di disorientamento sul perché questi due personaggi si trovano in questo posto. Jack sembra felicemente sprofondato in una routine profondamente sicura, in un ambiente in cui può vedere la propria madre tutto il giorno, in ogni momento.

Lei ha creato un regime di vita strutturato che include esercizi, canto e lettura. Gli oggetti principali nella stanza vengono scritti in lettere maiuscole – Tappeto, Letto, Muro – una scelta meravigliosa, perché per Jack questi esseri hanno un nome proprio. In un mondo in cui la sua unica compagna è la madre, Letto è un suo amico così come qualsiasi altro oggetto. Jack in questo modo è una versione “accresciuta” di un bambino normale, che carica di meraviglia e significato ogni sua attività.

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